Credito d'imposta
In breve

Credito d’imposta è una delle forme agevolative più diffuse a livello Nazionale poiché consente di ottenere un beneficio fiscale su spese già sostenute dall’impresa. Il Credito d’imposta è stato introdotto in Italia nel 1998, subendo diversi interventi normativi nel corso degli anni, tutti finalizzati a incentivare e sostenere gli investimenti delle imprese italiane in diversi ambiti strategici come la ricerca e sviluppo, la formazione, la digitalizzazione, l’internazionalizzazione e altre attività specifiche.

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GUIDA CREDITO D'IMPOSTA

  1. Credito d’imposta: Cos’è?
  2. Chi sono i beneficiari del Credito d’imposta?
  3. Credito d’imposta: Modalità di ottenimento e tempistiche
  4. Quali sono le tipologie di Credito d’imposta?
  5. Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo
  6. Credito d’Imposta Industria 5.0
  7. Patent Box
  8. Credito d’Imposta Innovazione e Design
  9. Credito d’Imposta Formazione 4.0
1. Credito d’imposta: Cos’è?

Il credito d’imposta è una misura agevolativa che consente alle imprese di ridurre l’imposta da pagare sui propri utili netti mediante la fruizione di un credito di pari importo. Rappresenta quindi uno strumento prezioso per la crescita di un’impresa, in quanto permette di ridurre l’ammontare dei debiti e delle imposte dovute al Fisco, ottenendo un notevole risparmio

2. Chi sono i beneficiari del Credito d’imposta?

I beneficiari del credito d’imposta sono tutte le imprese residenti nel territorio italiano, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono invece escluse dall’agevolazione le aziende in liquidazione volontaria o coatta, in fallimento o destinatarie di sanzioni interdittive.

3. Credito d’imposta: Modalità di ottenimento e tempistiche

Essendo un credito fiscale, il credito d’ imposta può essere utilizzato in compensazione con altre imposte dovute (come ad esempio l’IVA o le ritenute d’acconto) dall’azienda nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi.

I crediti d’imposta risultati dalle dichiarazioni fiscali possono essere infatti impiegati dalle imprese per compensare i debiti tributari nei confronti di diversi enti creditori (Stato, INAIL, INPS, Enti locali, ENPALS). Generalmente il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, attraverso il modello F24 indicando con l’apposito codice tributo indicato dall’Agenzia delle Entrate.

L’articolo 23 della dalla legge 4 agosto 2022, n. 122, ha introdotto la possibilità di certificazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione e design per poter dare certezza alle aziende, attraverso una certificazione rilasciata da un soggetto iscritto all’Albo dei certificatori, in merito alla fruizione di questa agevolazione sia per i prossimi anni che per gli anni passati.

4. Quali sono le tipologie di Credito d’imposta?

Questa forma di agevolazione fiscale è stata con l’obiettivo di incentivare gli investimenti delle imprese italiane in diversi ambiti, tra cui:

– Attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

– Acquisto di beni strumentali 4.0 (materiali e immateriali);

– Formazione dei dipendenti finalizzata al miglioramento delle competenze sulle tecnologie 4.0

5. Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo

Il Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo è un’agevolazione a favore degli investimenti già effettuati da tutte le imprese residenti in Italia che si pone l’obiettivo di sostenere la loro competitività stimolando gli investimenti in ricerca fondamentale e industriale e sviluppo sperimentale.

Il beneficio fiscale è pari al 10% delle spese ammissibili che, secondo quanto dettato dall’art. 2 del decreto 26 maggio 2020 del MIMIT, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE, possono essere:

a) Spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività progettuali di Ricerca e Sviluppo svolte internamente all’impresa

b) Quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nelle attività progettuali di Ricerca e Sviluppo

c) Spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività progettuali di Ricerca e Sviluppo ammissibili al credito d’imposta

d) Quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso di privative industriali

e) Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività progettuali di Ricerca e Sviluppo ammissibili al credito d’imposta

f) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività progettuali di Ricerca e Sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

6. Credito d’Imposta Industria 5.0

Il credito d’imposta Industria 5.0 è un’agevolazione fiscale progettata per sostenere le imprese che decidono di investire in beni strumentali (materiali e immateriali) volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi verso il modello di Industria 5.0. 

Gli investimenti devono assicurare un risparmio energetico minimo del 3% sull’intera struttura produttiva oppure del 5% su un processo produttivo specifico coinvolto nell’investimento.

Gli interventi agevolabili dal Credito d’imposta Industria 5.0 prevedono:

– Acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0 mirati a potenziare l’efficienza energetica

– Acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse)

– Spese dedicate alla formazione del personale per lo sviluppo di competenze relative ai temi della transizione verde (non finanziabile da sola)

Le aliquote agevolative a cui le imprese possono accedere variano in base alla classe di efficienza energetica raggiunta e alla quota di investimento:

Investimenti fino a 2,5 milioni di euro: Classe I: 35% – Classe II: 40% – Classe III: 45%

Investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro: Classe I: 15% – Classe II: 20% – Classe III: 25%

Investimenti tra 10 e 50 milioni di euro: Classe I: 5% – Classe II: 10% – Classe III: 15%

7. Patent Box

Il Patent Box è un’agevolazione fiscale che, non prevede un credito d’imposta, ma una maggiorazione ai fini fiscali del 110% di determinati costi di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design per beni immateriali che abbiano ottenuto forme di privativa industriale, generando così un vantaggio fiscale legato a una riduzione dell’IRES e dell’IRAP.

L’entità dell’agevolazione equivale al 30,69% del totale dei costi agevolabili e si manifesta, infatti, attraverso un risparmio fiscale dell’IRES, dell’IRPEF e dell’IRAP.

Le spese a cui può essere applicata la deduzione fiscale prevista dal Patent Box sono:

a) Spese del personale per lo svolgimento delle attività rilevanti

b) Quote di ammortamento e quote capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nello svolgimento delle attività rilevanti

c) Spese per servizi di consulenza e simili effettuate esclusivamente per le attività rilevanti

d) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività rilevanti

e) Spese per l’ottenimento della privativa industriale e spese connesse al suo mantenimento, rinnovo a scadenza, protezione, anche in forma associata, prevenzione della contraffazione e gestione dei contenziosi finalizzati alla sua tutela

Per ottenere il beneficio, l’impresa ha la facoltà di fornire una documentazione adeguata relativa alle attività rilevanti e alle relative spese sostenute. La presentazione di questa documentazione garantisce l’applicazione del regime di protezione dalla penalità, il che implica l’immunità da sanzioni in caso di rettifiche durante i controlli che portino a un aumento dell’imposta da pagare o a una riduzione del credito d’imposta

L’impresa che desidera usufruire della protezione dalla penalità è tenuta a comunicare annualmente, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui ottiene l’agevolazione, di essere in possesso di questa documentazione (come indicato nelle FAQ del 24 novembre 2023 dell’Agenzia delle Entrate).

8. Credito d’Imposta Innovazione e Design

Il Credito d’imposta Innovazione e Design è un’agevolazione a favore degli investimenti già effettuati da tutte le imprese residenti in Italia che si pone l’obiettivo di sostenere la loro competitività stimolando gli investimenti in Innovazione tecnologica, nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica.

I criteri per le attività di Innovazione tecnologica sono dettati dagli artt. 3 e 5 del decreto 26 maggio 2020 del MIMIT, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Oslo dell’OCSE, mentre i criteri per le attività di Design sono dettati dall’art. 4 del decreto 26 maggio 2020 del MIMIT.

Il beneficio fiscale per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 è pari 10% dei costi ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro (per innovazione tecnologica) e 2 milioni di euro (per design), mentre per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025 è pari al 5% dei costi ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro (per innovazione tecnologica) e 2 milioni di euro (per design). 

Le spese ammissibili al Credito d’imposta Innovazione e Design sono:

a) Spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività progettuali di Innovazione e Design svolte internamente all’impresa

b) Quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nelle attività progettuali di Innovazione e Design

c) Spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili

d) Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili al credito d’imposta

e) Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili al credito d’imposta.

9. Credito d’Imposta Formazione 4.0

Il Credito d’imposta Formazione 4.0 è un’agevolazione fiscale a favore degli investimenti effettuati da tutte le imprese residenti in Italia per la formazione del personale dipendente nelle materie aventi ad oggetto le c.d. “tecnologie abilitanti” per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”: 

Big data e Data Analysis, Cloud e Fog Computing, Cyber Security, Simulazione e Sistemi cyber-fisici, Prototipazione rapida, Realtà virtuale (VR) e aumentata (AR), Robotica avanzata e collaborativa, Manifattura additiva, Interfaccia uomo macchina, Internet delle cose e delle macchine, Integrazione digitale dei processi aziendali.

Le spese ammissibili al Credito d’imposta Formazione 4.0 sono:

a) Costi di personale relative ai formatori;

b) Spese di esercizio per formatori e partecipanti alla formazione: Spese di viaggio, Materiali e forniture attinenti al progetto, Strumenti e attrezzature ad uso esclusivo per il progetto di formazione;

c) Servizi di consulenza connessi al progetto;

d) Spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e quelle generali indirette (amministrative, di locazione, generali).

Il Credito d’imposta Formazione 4.0 prevede un’agevolazione che varia in base alle dimensioni aziendali:

– Piccole imprese: pari al 70% delle spese ammissibili fino a un massimo annuo di 300.000 euro, purché le attività formative siano erogate da soggetti certificati dal decreto ministeriale.

– Medie imprese: pari al 50% delle spese ammissibili fino a un massimo annuo di 250.000 euro, sempre previo rispetto delle condizioni di certificazione.

– Grandi imprese: pari al 30% delle spese ammissibili fino a un massimo annuo di 250.000 euro.

FAQ CREDITO D'IMPOSTA

Il credito d'imposta è un beneficio fiscale per le imprese che consente di ridurre l'imposta sui profitti netti dell'impresa, fornendo un credito di pari importo. È un importante strumento per incentivare gli investimenti aziendali in settori strategici, come ricerca, formazione, digitalizzazione e internazionalizzazione, e contribuisce alla crescita riducendo il carico fiscale.

Risultano beneficiarie tutte le imprese residenti in Italia, comprese le filiali di soggetti non residenti, indipendentemente dalla loro struttura giuridica, settore economico, dimensione, regime contabile o sistema di determinazione del reddito fiscale. Tuttavia, non possono accedere all'agevolazione le aziende in liquidazione volontaria o coatta, in stato di fallimento o soggette a sanzioni interdittive.

Il credito d'imposta può essere utilizzato dalle imprese per compensare altre imposte dovute, come l'IVA o le ritenute d'acconto, nei confronti dell'erario. In alternativa, se ammesso, può essere richiesto il rimborso nella dichiarazione dei redditi. Questo credito può essere impiegato per compensare debiti tributari con vari enti creditori, come lo Stato, l'INAIL, l'INPS, gli enti locali e l'ENPALS. Generalmente, l'utilizzo avviene tramite il modello F24, indicando il relativo codice tributo fornito dall'Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta è una misura introdotta per incentivare gli investimenti delle imprese italiane in differenti aree strategiche, nello specifico: - Attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. - Acquisto di beni strumentali 4.0 (materiali e immateriali); - Formazione dei dipendenti finalizzata al miglioramento delle competenze sulle tecnologie 4.0

Il Credito d'imposta Ricerca e Sviluppo è una misura agevolativa istituita dal MIMIT che si pone l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in ricerca fondamentale e industriale e sviluppo sperimentale attraverso lo strumento del beneficio fiscale (il "credito d'imposta" appunto) istituito dai commi 198-209 della legge n. 160/2019.

Le spese ammissibili che rientrano nell’incentivo sono spese per il personale, quote di ammortamento o i canoni di locazione finanziaria relative ai beni materiali mobili, quote di ammortamento relative di privative industriali, spese per contratti e servizi di consulenza, spese per materiali e forniture inerenti a progetti di ricerca e sviluppo

Il Credito d'imposta Ricerca e Sviluppo è pari al 10% delle spese ammissibili dal periodo d'imposta in corso al 31/12/2022 e fino a quello in corso al 31/12/2031.

È un incentivo fiscale promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per incoraggiare gli investimenti delle imprese nella trasformazione dei loro processi produttivi verso il modello di Industria 5.0. Gli investimenti devono anche garantire obbligatoriamente un risparmio energetico minimo del 3% se riferito all'intera struttura produttiva o del 5% se riferito a un determinato processo produttivo coinvolto dall'investimento

Le spese ammissibili per il Credito d'Imposta Industria 5.0 sono: - Acquisto di beni strumentali 4.0, sia materiali che immateriali, finalizzati a migliorare l'efficienza energetica. - Spese destinate alla formazione del personale per lo sviluppo di competenze legate alla transizione verde, le quali non sono finanziabili singolarmente. - Acquisto di beni indispensabili per l'autoproduzione e l'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, ad eccezione delle biomasse

L'entità dell'agevolazione del Credito d'Imposta Industria 5.0 varia in base alla classe di efficienza energetica raggiunta e alla quota di investimento. Le aliquote applicate sono le seguenti: Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: • Classe I: 35% • Classe II: 40% • Classe III: 45% Per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro: • Classe I: 15% • Classe II: 20% • Classe III: 25% Per investimenti tra 10 e 50 milioni di euro: • Classe I: 5% • Classe II: 10% • Classe III: 15%

Il Patent Box è un regime di tassazione agevolata che prevede la deducibilità del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti nello sviluppo di software protetti da copyright, brevetti industriali, brevetti per modello d’utilità, disegni e modelli tutelati giuridicamente.

L'agevolazione del Patent Box è accessibile ai soggetti titolari del reddito d'impresa, non sono necessari requisiti specifici in termini di forma giuridica, dimensioni o settore industriale per poterne beneficiare.

Le spese ammissibili al calcolo del Patent Box includono: Costi del personale dipendente o in collaborazione impiegato per le attività rilevanti. Quote di ammortamento, quote di capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nelle attività rilevanti. Spese per servizi di consulenza e simili esclusivamente per le attività rilevanti. Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi utilizzati nelle attività rilevanti. Spese connesse al mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, al rinnovo degli stessi, alla loro protezione, anche in forma associata, e alle attività di prevenzione della contraffazione e gestione dei contenziosi per tutelare i diritti medesimi.

L'agevolazione consiste in un risparmio fiscale pari al 30,69% dei costi ammissibili, derivante da una maggiorazione del 110% di tali costi che comporta un abbassamento della base imponibile.

Il Credito d'imposta Innovazione e Design è un’agevolazione a favore degli investimenti già effettuati da tutte le imprese residenti in Italia che si pone l’obiettivo di sostenere la loro competitività stimolando gli investimenti in Innovazione tecnologica, nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica.

Risultano ammissibili le seguenti voci di spesa: • Spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività progettuali di Innovazione e Design svolte internamente all'impresa • Quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nelle attività progettuali di Innovazione e Design • Spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili al credito d'imposta • Spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili al credito d'imposta • Spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività progettuali di Innovazione e Design ammissibili al credito d'imposta.

Il Credito d'imposta Innovazione e Design è pari al 10% delle spese ammissibili fino al periodo d'imposta in corso al 31/12/2022 e pari al 5% delle spese ammissibili dal periodo d'imposta in corso al 31/12/2023 e fino a quello in corso al 31/12/2025.

Il Credito d'imposta Formazione 4.0 è una misura agevolativa previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 del MIMIT, per sostenere il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese stimolando gli investimenti dedicati alla formazione del personale dipendente.

Il Credito d'imposta Formazione 4.0 agevola le spese sostenute da un’azienda per attività formative rivolte ai propri dipendenti in ambito tecnologico e digitale: analisi e studio dei big data, cloud, fog computing, cyber security, prototipazione rapida.

Il Credito d'imposta formazione 4.0 è pari al 70% delle spese ammissibili (fino a un massimo annuo di 300.000 euro) per le Piccole imprese, al 50% (fino a un massimo annuo di 250.000 euro) per le Medie imprese e pari al 30% fino a un massimo di 250.000 euro) per le Grandi imprese.

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